Come fa l’oftalmologo a porre la diagnosi?

Alla base della diagnosi ci sono la determinazione della capacità visiva e l’esame del fondo dell’occhio al fine di riconoscere possibili depositi (drusen), alterazioni dei vasi sanguigni e liquidi fuoriusciti.

Al giorno d’oggi è impiegata molto spesso la tomografia a coerenza ottica (OCT): si tratta di una procedura simile all’ecografia, con l’unica differenza che in quest’esame si usa la luce invece degli ultrasuoni. Si ottiene quindi un’immagine in sezione della retina, che consente di valutarne la consistenza e l’eventuale fuoriuscita di liquidi. L’esame OCT è assolutamente indolore e non crea nessun problema per la salute.

Un’ulteriore esame importante è l’angiografia a fluorescenza, nel quale un mezzo di contrasto viene iniettato nella vena del braccio, da dove si distribuisce in tutto il corpo, compreso l’occhio. Illuminando questa sostanza sul fondo dell’occhio compare un’immagine che rende visibili i vasi sanguigni patologicamente alterati e i liquidi che ne sono fuoriusciti.

Grazie a questi esami, il suo medico può stabilire se lei soffre di una degenerazione maculare senile e, se necessario, definire la terapia opportuna.



PP-PF-OPHT-CH-0013-1 19/09/2019 d/f/i